5 giugno 2011

Pollicino, Hansel e Gretel


Pollicino, illustrazione di Carl Offterdinger
C’era una volta un bambino piccolino, ma tanto piccolino che lo chiamarono Pollicino. Se, non confondo una favola con un’altra, credo che il suo letto fosse un cassetto. Famiglia poverissima la sua, tanto che i genitori decisero di portare lui e i suoi 6 fratellini nel bosco e abbandonarli lì. Ma Pollicino lasciò cadere lungo la strada tanti sassolini che seguendoli al contrario lo riportarono a casa; i genitori, ostinati e affamati, ce lo riportarono e ve lo abbandonarono di nuovo, questa volta Pollicino aveva lasciato cadere lungo la strada, non dei sassolini, ma delle molliche di pane che degli uccellini, più affamati di lui, avevano mangiato. Così la strada di casa si era perduta per sempre, inghiottita dagli uccellini. La stessa cosa successe ad Hansel e Gretel, furono abbandonati nel bosco dai genitori. Camminarono a lungo e trovarono la loro fortuna/sfortuna: una bella casetta di marzapane, decorata di panna, cioccolato e ghiottonerie varie. 
Cominciarono a mangiarla, ma la vecchietta che la abitava, li ospitò, dopodiché rinchiuse in una gabbia Hansel per farlo ingrassare e poi mangiarlo, d’altronde anche la vecchietta aveva fame, e Gretel divenne la sua piccola domestica. Pollicino e i suoi fratellini furono ospitati nel palazzo dell’orco che, anche questo sempre affamato, mangiava i bambini, Pollicino con furbizia sconfisse l’orco a cui rubò gli stivali delle sette leghe e tornò a casa con l’ immenso tesoro, che era appartenuto all’orco, per i suoi genitori. Hansel e Gretel misero nel forno la strega e si appropriarono di tutti i suoi averi, rendendo ricchi i loro genitori.
Hansel e Gretel,
illustrazione di Carl Offterdinger
La fiaba di Hansel e Gretel dei fratelli Grimm ha le sue radici nel Medioevo, dove la pratica dell’infanticidio era assai diffusa. Il Pollicino di Perrault ha molte similitudini con Hansel e Gretel: l'episodio dei sassolini e delle briciole di pane, e mentre i due fratellini trovano rifugio in una casetta di marzapane che li affascina, Pollicino e i suoi fratellini vengono affascinati dal palazzo dell’Orco. 
La fame è il filo conduttore di entrambe le fiabe: i bambini sono abbandonati per fame; gli uccellini mangiano per fame le molliche di pane; l’orco vuole mangiare Pollicino come la strega ha il “progetto” di far ingrassare Hansel per mangiarlo. La mancanza e la ricerca del cibo spingono i personaggi ad agire. Le favole, in generale, hanno spesso un andamento, una trama labirintica, Cappuccetto Rosso vaga per il bosco, come Biancaneve, Pinocchio si perde nei suoi giri labirintici per la sua curiosità ecc. In Pollicino però compare, l’astuzia per uscire dal labirinto, il filo d’Arianna. Pollicino è un piccolo Teseo che deve fuggire, non dal Minotauro, ma dall’Orco che, come il Minotauro, si ciba di carne umana. Giovane e tenera. I bambini che riescono a sfuggire al mostro diventeranno adulti. Spesso il finale della favola termina con il raggiungimento di ciò che mancava all’inizio: tanta povertà che nel finale è trasformata in ricchezza; fame che nel finale diventa sazietà; la strega che vuole cuocere Hansel finisce per essere gettata nel forno. Questa strega è realmente esistita e lo vedremo in seguito.

Approfondimenti:
Pollicino secondo la medicina cinese:

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