Giochi degli anni 70. Elogio della lentezza

La lentezza e la riflessione si coltivano fin da piccoli, se lo si era (piccoli) negli anni '70. Voglio ringraziare ufficialmente l' Allegro chirurgo e gli amati chiodini: mi avete dato tanto, più di quanto mi hanno dato le suore all'asilo da dove, me Orlando, me ne andai dopo appena una settimana di frequenza.
Credo che nessuno li abbia mai ringraziati, forse qualche mamma, chissà.


Con lui: mano ferma, equilibrio nella postura ma soprattutto tanta ma tanta lentezza. Non era di buon auspicio incrociare le dita per scaramanzia. Necessaria anche una grande capacità di gestire l'ansia. Per i chiodini: fantasia, creatività, pazienza e tanta ma tanta lentezza. Le figure più quotate? I fiori. Stesso meccanismo della tela di Penelope: tanta pazienza per la trama e poi tanta pazienza nello smontare il tutto e che magari sembrava venuto bene. Stessa filosofia di quando si scrive un libro. La stessa di quando si coltivano le piante. La stessa di quando si coltivano figli. La stessa di quando si allevano animali. Tutto l'amore del mondo lo insegnano i chiodini.

1 commento:

  1. E' vero, Orlando, chi, da piccolo, non ha giocato, almeno una volta, con l'allegro chirurgo? A me lo avevano regalato per un natale, tanti, tanti anni fa. Gia' da li' venne fuori la mia testardaggine. Si', perché la parte che più odiavo era togliere quel maledetto elastico dalla gamba! Lo odiavo perché non mi riusciva mai. Facevo sempre scattare quell'antipatico rumore dello sbaglio e facevo sempre arrossare il naso del mio paziente ( quante volte l'ho fatto morire, quando operavo il cuore!), ma l'elastico, che dal colore mi ricordava il laccio che ti mettono quando vai a farti le analisi del sangue, rimaneva sempre li'. E più il mio paziente urlava, più insistevo. Forse, qualche volta, avrei anche dovuto amputarla, quella gamba. Ho un amico ortopedico, ma speriamo che sia più bravo di me! Con i chiodini ho sempre giocato poco, perché con loro ci voleva fantasia ed io non sono portato per la fantasia, perché dovrei pensare a belle cose, che non riuscirò mai ad avere o a fare. Comunque si', dobbiamo ringraziare questi giochi, che insieme ad essere stato un soldato yankee o un indiano sioux, erano giochi che facevano divertire. Oggi hanno i computer, le play station ed altro, ma non si divertiranno mai come noi, questo e' sicuro. Anche perché oggi, i giovani, non sanno che cos'e la pazienza. Te ne hai? Sicuramente si', altrimenti non perderesti del tempo a leggere le mie cavolate. Alla prossima, Orlando.

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