16 aprile 2011

Pasqua: E' nato prima l'uovo o...la colomba?

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Foto di Teodoro S Gruhl
L’uovo è perfetto, non ha spigoli è quindi armonico, ha una superficie liscia e dura che protegge ciò che si trova all’interno, un po’ come il cranio protegge e contiene il cervello o tutto il nostro scheletro contiene e protegge gli organi. In breve, siamo uova. Tutti i vertebrati sono uova.  Secondo alcune religioni pagane e mitologiche, il cielo e la Terra erano considerati i due emisferi che andavano a creare un unico uovo, e le uova costituivano la vittoria della vita. Siamo uova che vivono in un grande uovo. D’altronde le uova hanno da sempre rivestito il ruolo del simbolo della vita, della sua origine gli antichi Egizi, lo consideravano come il fulcro dei quattro elementi dell'universo (Acqua, Aria, Terra e Fuoco). La tradizione del dono di uova (doniamo noi stessi che siamo uova?) è documentata già fra gli antichi Persiani, dove era diffusa la tradizione dello scambio di uova di gallina all’arrivo della primavera. Sempre nel Medioevo  l'uovo decorato, da simbolo della rinascita primaverile della natura, andò ad intrecciarsi con il Cristianesimo, divenendo il simbolo della rinascita dell'Uomo, di Cristo. Ben presto si diffuse la tradizione della creazione di uova artificiali fabbricate o rivestite in materiali preziosi come argento, platino od oro, destinata agli aristocratici e ad i nobili. Ma la ricca tradizione dell'uovo decorato è dovuta all'orafo Peter Carl Fabergé, che nel 1883 ricevette dallo zar il compito di preparare un dono per la zarina Maria; l'orafo creò un uovo di platino smaltato di bianco che racchiudeva un altro uovo, creato in oro, il quale conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale ed un pulcino d'oro. La fama che ebbe il primo uovo di Fabergé contribuì anche a diffondere la tradizione del dono interno all'uovo.
E la colomba?
Due leggende farebbero risalire l’origine della colomba a tempi lontani: la prima, al re longobardo Alboino che durante l'assedio di Pavia si vide offrire, in segno di pace, un pan dolce a forma di colomba; la seconda è invece legata alla regina longobarda Teodolinda ed il santo abate irlandese San Colombano che venne ricevuto dai sovrani longobardi e invitato con i suoi monaci ad un sontuoso pranzo. A questi furono serviti piatti a base di selvaggina rosolata, ma Colombano ed i suoi rifiutarono quelle carni troppo ricche servite in un periodo di penitenza come quello della Quaresima. La regina Teodolinda si offese, ma l'abate la tranquillizzò dicendo che avrebbero consumato le carni dopo averle benedette. Colombano alzò la mano destra facendo il segno della croce e le pietanze si trasformarono in candide colombe di pane, bianche come le loro tuniche. Sarà solo in tempi recenti, intorno agli anni trenta che Dino Villani, direttore marketing della Motta, già celebre per i suoi panettoni natalizi, realizzerà un dolce simile al panettone, ma destinato alle festività pasquali.

2 commenti:

  1. secondo me è nato prima l'uovo, altrimenti non si potrebbe fare la colomba...pasquale!!!

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