6 aprile 2011

Che fine ha fatto Cappuccetto Rosso?


Sentiero nel bosco
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Intanto che si inoltrava nel bosco Cappuccetto Rosso pensava a quanto fosse snaturata sua mamma. Già, l'aveva mandata tutta sola dalla nonna pur sapendo che nel bosco avrebbe potuto incontrare il lupo, <<cattivo>>, aveva detto ma, se il lupo era cattivo, allora sua mamma com'era? Snaturata, per il momento, era l'unico aggettivo che le venisse in mente anche perché, in quello stato d'animo, aveva ben altro a cui stare attenta che non ai suoi pensierini esistenziali. Non le aveva dato nemmeno, non dico un revolver, ma almeno un coltello da macellaio, quello sì! Cappuccetto Rosso pensava che se fosse scampata a quell'incubo, per i sadici, favola, avrebbe fondato il piccolo club delle bambine armate, sì, perché, rifletteva Cappuccetto, sarebbe opportuno che una bambina ricevesse per il suo sesto compleanno il primo coltellino a scatto.
E poi questa nonna! vecchia, mezza rimbambita da non saper distinguere la voce del lupo da quella della sua unica, dico, unica nipotina si ostina a voler vivere quaggiù, fuori dal mondo, tra lupi e stradelli del cavolo. Ma via!
Cappuccetto Rosso pensò bene di tornare indietro.

Strada facendo incontrò il cacciatore,
- Ma Cappuccetto- le si rivolse il cacciatore, - stai andando dalla parte opposta -.
 - Opposta a che?-, domandò Cappuccetto assai alterata.
- Opposta rispetto alla favola, è laggiù che si svolge la favola. Vedi: la casa della nonna e lì, dietro quel cespuglio, il lupo che sta aspettando il momento per entrare in azione, mangiare la nonna e poi te. Capito?-
-E allora vai ed uccidilo -, gli disse Cappuccetto.
-Ma nooo!- rispose il cacciatore, - lo devo uccidere dopo che vi ha mangiate poi vi farò uscire dalla sua pancia -.
 - Ma, per tutti i folletti del bosco, uscirò fuori tutta morsicata! Ma chi lo ha scritto questo incubo?-
- Favola, Cappuccetto, favola!-
Cappuccetto Rosso e gli animali del bosco
- Dario Argento? Eh, ho indovinato, è Dario Argento vero?-
- Chi è, chi è! lascia stare queste quisquilie -.
Be' è ovvio, rifletté Cappuccetto Rosso, lui in tutta questa storia, incubo, favola o quello che vuole ci fa la sua bella figura no? Arriva, uccide, sventra ci salva e noi, donne e bambini, a far la figura dei fessi, no io mi rifiuto di fare questa parte,
-Ciak!- gridò Cappuccetto, - per quel che mi riguarda non si gira più -.
Grazie a questo colpo di scena saltò fuori scena e poté realizzare il suo sogno: in soli tre mesi il club delle bambine armate divenne così influente sulla vita politica del paese che le piccole donne, le piccole donne  crescono e Pippi Calzelunghe si fecero socie del club Cappuccetto & C. e insieme si batterono per i nuovi princìpi pedagogici che, diminuendo i diritti parentali, davano autonomia alle bambine vispe, non come la Teresa, ma comunque vispe.
Stava presenziando ad una riunione del club quando ricevette la notizia che la nonna, che da tre mesi aspettava il cestino con il cibo, era morta di fame e di stenti ed era talmente rinseccolita che anche il lupo aveva avuto poco da leccarsi i baffi con quegli ossi secchi secchi del cadavere della nonna, ex - nonna. Cappuccetto prese la parola e con voce contrita fece notare come il mondo si fosse sempre retto sulle bambine disarmate tanto che come esse si assentavano per un po' quello stesso mondo andava a farsi benedire o, forse meglio, seppellire. Questo primo lutto giustificò la prima fase della vita del club.
-          Sorelline, sorelle con la morte della mia amatissima nonna materna posso dirvi che il passato è morto e sepolto-.
Il pubblico applaudì Cappuccetto.
-          Vorrei che fosse rispettato un minuto di silenzio per la sua memoria; questo sarà l’ultimo minuto di silenzio perché da qui in poi sarà difficile farci tacere.
Le sorelline si fermarono ma i loro occhi invece che tristi e commossi, brillavano per l’emozione che in loro aveva suscitato quel sarà difficile farci tacere. Sentivano di aver trovato un leader, un po’ ridicolo con quel cappuccio rosso, ma ben presto capirono che quello era solo l’aspetto esteriore della sua grande e straordinaria personalità. Certo non sarebbero mai andate da un medico, da un pescivendolo conciato in quel modo, ma cappuccetto stava su un palco, poteva farlo. “e poi un giorno – pensavano – potremmo anche noi essere così eccentriche se ci conquisteremo il palco”.
-          Sorelline, sorelle, prima di dirvi quale sarà lo scopo principale della nostra associazione voglio presentarvi alcuni fra i quali mi hanno per primi dato il loro supporto: prima fra tutte, lei, Pippi.
Le sorelline applaudirono, compiaciute notarono anche in Pippi quella forte personalità che si vedeva dalle calze lunghe e di due colori diversi, una verde una arancione.
- Io come sapete – continuò Cappuccetto – sono fuggita dalla favola, rifiutandomi di reggere certe trame stabilite, e così ho rinunciato a mia madre, sono diventata una pseudo-orfana; Pippi invece è da sempre orfana per lei ha scelto il destino, ma quella è stata l’unica volta che il destino si è permesso di intervenire nella sua vita; Pippi ha imparato ad aprirsi una strada nella vita, Pippi è forte, è indipendente, è coraggiosa, conosce le arti marziali, ha una grande immaginazione. L’ho scelta come mio braccio destro e se voi la voterete questo renderà la nostra una grande associazione democratica.
Sì, sì, vogliamo Pippi, sì .-
Cappuccetto fece un cenno e Pippi le si avvicinò commossa:
-          Grazie, sorelline –
Applausi, grida.
-          Ho 16 anni e vedo che sono più grande di tante di voi, metterò la mia esperienza al vostro servizio. Metterò a disposizione il mio cavallo, dato che siamo tutte senza patente sarà l’unico modo per spostarci, ehi sorelline, mica avrete paura dei cavalli?
-          Noo, noo –
-          Metterò a disposizione anche la mia casa, non possiamo rimanere a vita in questa scuola elementare che abbiamo occupato, è ridicolo con questi fiorellini attaccati alle pareti, le lettere dell’alfabeto ed ehy sorelline mica vorrete continuare a stare sedute sui banchi di formica?
-          No, no, brava Pippi!-
-          A casa mia ci sono le tovaglie all’uncinetto sui tavoli, le tende di pizzo alle finestre ed ehy sorelline è sempre ora della ricreazione!
-          Sì, sì andiamo a casa di Pippi.-
-          Calme, calme, sorelline – intervenne Cappuccetto – capisco che Pippi è travolgente e il suo essere travolgente va di pari passo alla sua generosità, ma finiamo prima questa prima riunione, arriviamo almeno al suo scopo.
Applausi, pochi. A molte non era piaciuto che Pippi venisse interrotta, ma alcune tra quelle che avevano applaudito apprezzavano la tranquillità e il coraggio meno sbandierato di cappuccetto che comunque aveva lasciato la famiglia per l’incognito.
-          Non vi dirò ancora la strategia ma vi dirò la meta.-
Cappuccetto guardò Pippi, l’unica a conoscenza della meta.
-          Abbiamo fondato questo club, grazie al nostro club, vi prometto sorelline che entro un anno sarà istituito il Ministero della Libera Infanzia.

“Ciao Cappuccetto sono la nonna mi riconosci? Certo nonna, sei così secca però. Per colpa tua Cappuccetto, ma non importa ormai il mio corpo non mi serve più, sto bene così, mi dispiace per il lupo si sia nutrito poco con me poveretto.
Lo sai che il cacciatore lo ha ucciso? No, non lo sapevo. Lo ha ucciso ma non era necessario, ormai ero morta, il lupo è morto senza motivo. Comunque non sono qui per parlare di morti, si parla sempre della vita e del futuro anche da morti, sai è bello quello che stai facendo con il tuo club. Davvero nonnina?
Sì molto bello. Ma pensate di poter veramente rinunciare agli adulti?
Loro non vanno bene, disse Cappuccetto drasticamente.
Pippi Calzelunghe
In effetti non sono granché, anch’io da piccola ero meglio che da adulta; anche i cuccioli da grandi possono diventare leoni e attenta… quella Pippi è già più grande di te…”
Cappuccetto si svegliò di soprassalto. Era in una stanza piena di fiori di carta, tende di pizzo ed una scimmietta stava saltando dal lampadario alla finestra, era la casa di Pippi, ora ricordava bene, era sua ospite. Era agitata, inutile nasconderlo, il sogno sembrava così vero; si alzò e andò a sbirciare nella stanza di Pippi:
-          Ehy sorella, che fai la sonnambula?
Cappuccetto allargò le pupille, Pippi stava dondolandosi sulla amaca nel soggiorno, le sue lunghe scarpe le coprivano la bocca ma a Cappuccetto sembrò stesse mangiando una mela.
- Eh? No, macché, avevo sete
- Bevi. Vuoi una mela? E’ buona o pensi che sia velenosa?
- Oh, no grazie non mi va anche se sembra buona.
- Ho capito non ti fidi. Ti hanno raccontato anche a te di quella Biancaneve?
- No, chi è Biancaneve?
- E’ una nostra sorellina, certo non è furba come me e te, bisognerebbe darle una mano.
- Perché che cosa ha?
- Ha sposato un principe, la scema. Adesso ha 7 figli, tutti maschi, Pisolo, Mammolo, Cucciolo e non so bene chi altro…7 principi che si stanno facendo la guerra per la successione al trono e lei, poveretta che soffre nel vedere i figli farsi la guerra-
- Una vera sorellina, ma la mela che c’entra?
- Gliel’ha data il principe; era avvelenata e così la poverina ha accettato passivamente di sposarlo, di seguirlo e fare tutti quei bambini ribelli e assetati di potere.
- Sai dove vive?
- Vive…soffre piuttosto. Con il mio cavallo ben nutrito di biada la raggiungiamo in meno di un’ora. Sai anche se non ha figlie femmine, il che non ci porta alcun vantaggio, è però dal punto di vista dell’immagine importante, insomma una mamma di sette figli è utile per il nostro Ministero della Libera Infanzia.
- Ma lei è troppo adulta
- Dicono che abbia un viso candido, come la neve, da qui il nome, e un corpo molto esile, può passare per una di 16 anni.
- 16 anni con 7 figli, ma dai!
- Misteri e magie delle favole, sorella Cappuccetto

Pippi e Cappuccetto si misero in cammino, di bosco in bosco dovevano arrivare al castello del Principe Azzurro
-          Lei Biancaneve e lui Azzurro, e i figli come saranno, celestini? Tipo i Puffi.
-          Ma secondo te perché è solo azzurro? Pensi che non sia di sangue blu?
-          Forse è decaduto
-          Ah, non ci avevo pensato
-          Signore, scusi, sa dove si trova il Castello del Principe Azzurro? Chiese Pippi
Cappuccetto si voltò e vide il signore. Era un cacciatore, in un lampo ripiombò nell’infanzia in quel giorno in cui il suo cacciatore voleva mandarla verso la morte per poi diventare un eroe. Si irrigidì. Il cavallo lo percepì e si imbizzarrì.
-          Ehy, buono, buono
-          Andiamo via – disse Cappuccetto
Il cacciatore la guardò come la riconoscesse. Cappuccetto lo fissò e poi disse:
-          Ti hanno trasferito per scarso rendimento?
-          Lo so, con te ho sbagliato, ma non sono più quello di una volta
-          Certo sei più vecchio. – Cappuccetto aveva voglia di ferirlo, trattarlo male
-          So che hai ucciso anche il lupo ma sei arrivato tardi e la nonna era già morta da tempo.
-          Non infierire sulle sconfitte degli altri Cappuccetto, invecchierai anche tu. Oggi sono a posto con la mia coscienza; non uccido più né persone né lupi. Mi avete chiesto del castello del Principe, è laggiù, appena gira il sentiero c’è una diramazione, prendete il sentiero ricoperto di sassi vi porterà direttamente al castello e lì, Cappuccetto, troverai Biancaneve che io ho salvato dalla cattiveria della Regina che mi aveva ordinato di ucciderla.
-          Vuoi dire che ti sei ribellato?! – esclamò Pippi
-          No, non mi sono ribellato, ho scelto di essere libero di stare bene con me stesso. Andate adesso bambine.
-          Hey!-
-          Ragazze
-          Hey!
-          Donne?!
-          Guerriere
Ripresero il cammino.


Vedi post: Cappuccetto Rosso, la nonna e il lupo
Il Bosco e la Mente
Su Fiabe in analisi, la storia illustrata di Cappuccetto Rosso

2 commenti:

  1. Avevo commentato, ma non si vede.... Mi e' piaciuto leggere questa versione, sarebbe bello approfondire le conseguenze se i personaggi delle fiabe rifiutassero di seguire il proprio destino...

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    1. Una volta avevo pensato di cambiare i finali alle fiabe e far vivere altre storie ai protagonisti, chissà che prima o poi non mi metta seriamente a cambiarle. Mi piace cercare sempre spunti nuovi in situazioni già consolidate, stravolgere il "è sempre stato così" e provare a "far finta che sia vero n un altro modo".
      "Far finta che..." è un'espressione che ancora oggi mi affascina.
      Grazie mille!

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