Carosello: piccolo spazio pubblicità

Monoscopio RAI e la sigla di Carosello
Nell' infanzia di molti di noi lo spartiacque che delimitava la tipica giornata piena di compiti e giochi e il mondo dei sogni era rappresentato dalla messa in onda di cinque comunicati pubblicitari (non esisteva ancora la parola spot) preceduti da brevissimi telefilm, disegni animati o pupazzi animati.
La RAI pensò di associare ad ogni comunicato commerciale un mini-filmato introduttivo che sintetizzasse in una manciata di minuti delle storie di senso compiuto: Carosello diventò così una palestra sulla quale si fecero le ossa tutti i maggiori registi nazionali. Il successo di pubblico fu tale che anche i più famosi attori non disdegnarono di partecipare a queste scenette. Alcuni nomi danno subito il senso dell'importanza di Carosello: fra i registi, i fratelli Taviani ed Ermanno Olmi mentre, fra gli attori, è sicuramente da ricordare la partecipazione del grande Eduardo De Filippo e del premio Nobel Dario Fo.
Dall'immenso archivio di Carosello si possono ricordare:
1.Pippo l'ippopotamo blu che con le sue morbide forme di gommapiuma (sotto le quali erano nascosti due attori-ballerini) ballava la rumba, la samba e il rock'n'roll.
Il blu si poteva scoprire solo osservando la pubblicità sui giornali poiché le riprese di Carosello venivano girate sempre e solo in bianco-nero.
Carmencita e Caballero
2.Armando Testa inventò per la pubblicità di un caffè la coppia di pupazzi formata da Caballero e Carmencita. Fra pistole e peones messicani dall'accento napoletano restarono nella nostra memoria le frasi: "Bambina, sei già mia, chiudi il gas e vieni via!", "Pazzo, l'uomo che amo è un uomo molto in vista: è forte e bruno e ha il baffo che conquista!"
3. Un attore signorile di stampo prettamente anglosassone,  sedeva a un tavolo in mezzo al traffico di una grande città e sorseggiava un liquore: era Ernesto Calindri che pubblicizzava l'amaro Cynar per combattere "il logorio della vita moderna".
4. I fratelli Pagot inventarono per la campagna pubblicitaria del detersivo Miralanza il pulcino Calimero, piccolo e nero. Calimero diventa forse il personaggio più famoso di Carosello.
Linea di Cavandoli
5. Osvaldo Cavandoli inventò nel 1968 la Linea. L'omino Lagostina, altro nome con cui veniva chiamata la Linea, fu protagonista di ben ottantadue cortometraggi.
6. La pubblicità della Ferrero fu associata alle perfide imprese di Jo Condor. Ogni malefatta del perfido uccellaccio veniva risolta dal gigante buono che veniva in soccorso degli abitanti del villaggio.
Dopo circa quarantaduemila filmati il primo gennaio 1977 andò in onda l'ultimo Carosello: l'ultima pubblicità fu della Stock e l'onore di dare il commiato a questa trasmissione cult fu assegnato a Raffaella Carrà che, con evidente commozione, ringraziò tutti quelli che avevano lavorato al successo di questa trasmissione ventennale.



Calimero, nato per rappresentare i perdenti, ne è diventato il simbolo fino a divenire immortale.
Calimero
Forse il suo disegnatore, Toni Pagot, pensò a qualcosa di piccolo, non solo per dimensioni, ma che suggerisse l'idea del "non ancora cresciuto" e disegnò un pulcino; forse immaginò un colore associato alla negatività e lo colorò di nero. Nero come la sfortuna. E infatti, per il volere dello stesso Pagot, Calimero doveva essere sfortunato e perdente. Ma nero anche come lo sporco e fu così che per 11 anni - dal 63 al 74 - il pulcino Calimero è stato il protagonista indiscusso della pubblicità del detersivo Ava. Per decenni, genitori e bambini hanno aspettato gli episodi di Calimero, come oggi molti seguono le vicende dei personaggi delle soap opera. Ma questi sono vincenti, fisicamente perfetti. Niente a che vedere con i protagonisti del Carosello anni 60; si pensi, per esempio, ad un altro celebre protagonista, Cimabue: un frate imbranato e maldestro, un po' il precursore del cinematografico Ragionier Fantozzi, che ad ogni guaio che causava i frati del convento beffeggiavano: Cimabue, Cimabue fai una cosa ne sbagli due, e lui impegnato a rialzarsi da terra o dimenandosi impigliato tra i rami di un albero ribatteva: Stai zitta cagnara, sbagliando s'impara. Disavventure raccontate in rima che rendevano familiari i personaggi.
E il pulcino nero invece eterno ultimo nelle gare come a scuola con la sua vocina piola e lamentevole “Che ingiustizia però...Tutti se la prendono con me perché sono piccolo e nero''. , interveniva l'Olandesina, personificazione di tutte le casalinghe italiane, lo consolava Non sei piccolo sei solo sporco, lo accoglieva nelle sue mani e lo lavava; diventato bianco, compiaciuto e soddisfatto Calimero concludeva con Ava come lava!. Oggi l'Olandesina consiglierebbe a Calimero di frequentare una palestra per costruirsi il fisico e diventare un gallo conquistatore e se nonostante gli sforzi e il sudore non vedesse spuntare la cresta o dei bei cosciotti di pollo, allora, consiglierebbe di non farsi vedere e conquistare la tenera Priscilla con messaggi SMS o conversazioni in Chat. E' forse morto l'ambiente per nuovi Cimabue, Charlot, Fantozzi?

Nessun commento:

Posta un commento