Le Avventure di Pinocchio

Pinocchio, ovvero il lungo viaggio dell'Uomo
opera di Andrea Granchi
http://www.pinocchio.it/fondazionecollodi/collodi.php
C'era una volta...
…e, a questo punto, nelle Avventure di Pinocchio interviene stranamente l’autore con:
- Un re! - diranno subito i miei piccoli lettori.
 No, ragazzi, avete sbagliato. C'era una volta un pezzo di legno.
L’incipit insolito, che contraddice le aspettative consone di una fiaba, ci dice che in Pinocchio vi è la certezza che quello che accadrà al burattino è esattamente il contrario di quello che pensa (come per i piccoli lettori che si aspettano un re come protagonista) vi è in questa fiaba il trionfo del dubbio e della curiosità come massime certezza della Conoscenza.
Pinocchio e il Grillo Parlante
opera di Mario Madiai
da http://www.pinocchio.it/fondazionecollodi/collodi.php
L’autore quindi ci inganna e ci porta non in una reggia di un Re ma nella casetta di Geppetto regno della povertà e di tutto e del contrario di tutto, e quindi dove tutto è possibile: il fuoco è dipinto, come la pentola, la scala è anch’essa dipinta e non conduce in nessun luogo. E’ in questa casa che Geppetto costruirà il suo finto figlio. Forse un figlio adottivo (il legno era stato rifiutato da Mastro Ciliegia e dato a Geppetto), tanto che alcuni studiosi hanno voluto vedere in Geppetto il Giuseppe padre putativo di Gesù. La vita di Geppetto al momento è una vita finta e priva di vita, esistenza e non vita.
Poi Pinocchio si butta a capofitto nella vita e ciò che lo spinge è la disubbidienza e la curiosità. Disubbidienza a quel padre che lo esorta a una vita da “bravo figliolo”; curiosità che lo catapulta in avventure sconosciute e più grandi di lui. Ma tanto c’è la fata dai capelli turchini!
Pinocchio prova di tutto, diventa asino e poi anche cane alla catena; gli bruceranno i piedi ma Geppetto glieli costruisce di nuovo (aiutando così il figlio a continuare a camminare, correre e disubbidire perfino a lui); verrà impiccato, sarà quasi morto; coltiverà zecchini d’oro che, inevitabilmente, non daranno frutti; finirà nello stomaco del pescecane ma non verrà digerito ma lì, dove il mondo esterno non arriva, nessuno li vede, padre e figlio si ritroveranno. E andranno d’accordo.
Giorgio Manganelli ha detto che <<i libri non sono lunghi ma larghi>> e forse le Avventure di Pinocchio è uno dei più larghi: le vicende hanno un punto di partenza ma il percorso lineare viene continuamente interrotto e deviato da circostanze che allungano questo percorso: Pinocchio esce di casa per andare a scuola ma incontra il teatro di Mangiafuoco, riceve 5 monete si dirige verso casa per portarle a Geppetto ma incontra il Gatto e la Volpe e così un continuo di avvenimenti “devianti” che lo ricondurranno però al giusto ricongiungimento con il padre, forse Pinocchio adulto e quindi di carne e anima. Per quanto riguarda la Fata dai capelli turchini, niente di meglio della canzone di Edoardo Bennato che alla favola di Pinocchio ha dedicato l’album Sono solo canzonette (1980)
[….]
e tu regina o fata tu non puoi pretendere di più
e forse è per vendetta e forse è per paura
o solo per pazzia, ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu
e insegui i sogni da bambina
e chiedi amore e sei sincera
non fai magie, ne' trucchi, ma
nessuno ormai ci crederà
c’è chi ti urla che sei bella
che sei una fata sei una stella
poi ti fa schiava, però no,
chiamarlo amore non si può
è forse per vendetta e forse è per paura
o solo per pazzia, ma da sempre
tu sei quella che paga di più
se vuoi volare ti tirano giù
e se comincia la caccia alle streghe
la strega sei tu
c’è chi ti esalta, e chi ti adora
c’è chi ti espone anche in vetrina
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può
si dice amore, però no
chiamarlo amore non si può.

Edoardo Bennato, Sono solo canzonette, 1980

Pinocchio illustrato e Pinocchio al cinema nella Galleria delle Fiabe di Fiabe in analisi


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