1 marzo 2011

Lotta tra luce ed ombre. L'Eclissi nell'Uomo

Luna piena
da http://www.pdphoto.org/
“L'antico detto 'Come sopra, così sotto’ contiene una delle più fondamentali verità sul misticismo. Significa che non c'è sopra, né sotto, che l'esistenza è una.
Le divisioni sono una creazione della mente.
L'esistenza è senza divisioni.”
Osho

La continua “guerra” tra luce e oscurità è in cielo nella disputa tra sole e luna quando avviene un’eclissi. Il Sole, stella luminosa, e la Luna, satellite buio, che vive di luce riflessa. Poi un giorno, per caso, che per noi terrestri è un evento, accade l’eclissi: la luna cerca di coprire il sole, con la conseguenza della vittoria delle tenebre sulla luce; o il sole sovrasta la luna ed allora è la luce a trionfare.
Come sopra, così sotto. La Terra di per sé è come la luna, ossia è buia. L’uomo si dice che sia stato creato dal fango. Una statuetta d’argilla che ha preso vita, il soffio vitale, la luce. E’ un mix di luce e buio l’essere umano, ma non in percentuali esatte e costanti. Ognuno ha le due caratteristiche in dosi e tempi differenti. Non siamo uguali in questo. E dentro di noi accadono eclissi continuamente. A volte prevale il nostro lato più illuminato a volte quello più oscuro.
Torniamo sopra. Infinite sono le stelle e infiniti, per quanto ne sappiamo, sono i satelliti, i pianeti. Di conseguenza ci saranno continuamente delle eclissi fra stelle e pianeti. Una lotta continua. Probabilmente quotidiana. Milioni di eclissi che contemporaneamente spegneranno e illumineranno la volta celeste. Un continuo baluginare.
Come sopra, così sotto. L’uomo è il campo di battaglia dell’eterna lotta tra luce e tenebre. Non è destinato a vincere se vincere significa capire, e quindi immischiarsi in questa lotta. Non la si può capire perché forse non è una lotta: il sole e la luna non fanno una gara, non la fanno le stelle e i pianeti, è così che deve andare perché tutto continui, più che una lotta è una continua nascita un continuo affermarsi della Natura o della Vita che guarda oltre. Il qui, la vita passata, la lotta il voler capire è tipica dell’uomo. Vivi come se fossi morto, dicono i buddisti, lasciarsi andare alla corrente come in mare quando si fa il morto e si galleggia. Senza agitarsi, agitandosi si affoga.
Come l’Universo anche la vita balugina per le continue eclissi tra la nascita e la morte, in primo piano una e poi l’altra, e viceversa, e così la vita prosegue.

Gustav Jung sosteneva che la psiche dell'individuo nasconde nel profondo uno strato psichico che non è il risultato di esperienze personali dirette o apprese con l'insegnamento, ma è innato; Jung definisce questo strato "inconscio collettivo".
I simboli che ritroviamo nei miti, nelle favole e in generale nella cultura orale, sono tipici dell'essere umano: ogni razza, ogni cultura ha creato simboli e miti per spiegare l'origine del mondo: ha osservato il caos, i disastri della natura, le fasi della luna, i cicli del sole e li ha personificati (resi simboli). Dovunque l'uomo ha spiegato il cosmo come un insieme unico, l'energia degli astri o delle fasi lunari è la stessa energia che agisce sugli uomini e sulla natura. Lo Zodiaco è forse il simbolo più universalmente diffuso, con le sue caratteristiche immutate (forma circolare, dodici segni, sette pianeti); dalla Mesopotamia ai Paesi della Scandinavia all'Africa, esso è il simbolo che esprime la sinergia tra micro e macro cosmo, il loro indissolubile legame. Tutto ciò che l'uomo ha attribuito agli astri altro non è, secondo i sostenitori della psicologia di Jung, che il dettato dell'inconscio collettivo.

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